Perché l’Iran ha un programma nucleare

L’Iran vuole sviluppare energia nucleare per uso interno e utilizzare gas e petrolio per le esportazioni. Questo la renderebbe, senza sanzioni, una economia potenzialmente di primo piano. Ricordiamoci che l’Iran è il secondo paese al mondo dopo gli Stati Uniti per consumo medio per automobile. Ha 40 milioni di persone sotto ai 35 anni (buona parte dei quali usano la macchina anche per fare due metri). Semplicemente, vuole avere la possibilità di diversificare le fonti energetiche, per non essere troppo succube delle fluttuazioni dei prezzi del greggio.

Il TNP, che l’Iran senza atomica ha firmato ma Israele, India e Pakistan (con atomica) non hanno firmato, non stabilisce delle percentuali massime di arricchimento dell’uranio, motivo per cui tecnicamente l’Iran anche prima dell’accordo non ha mai violato alcuna clausola dello stesso TNP. Si è ravvisata in un paio di occasioni la “mancanza di cooperazione” (rispetto ad un sito che doveva essere annunciato e che invece non lo è stato entro i sei mesi stabiliti).

Il punto dell’arricchimento è importante: se arricchisci al 90% è possibile tu voglia aprirti la possibilità di costruire una bomba (e li torna in ballo la questione: perché l’Iran, minacciato di continuo, non può e gli altri si? Perché alla Corea del Nord sono state permesse provocazioni e condotte di ogni genere, senza che mai fosse minimamente minacciata L a sua sovranità? Forse perché la Corea ha l’atomica?) ma è altrettanto possibile che tu voglia energia nucleare più efficiente e in quantità sempre maggiori. E in questo senso, è più utile arricchire al 90% che al 30% (percentuale che esclude l’ottenimento di una bomba).

L’Iran, tramite il suo ministro degli Esteri Zarif, ha promosso in diverse sedi un “medioriente denuclearizzato”: indovinate chi si è opposto e chi ha fatto finta di non sentire. L’Iran ha il diritto di non dover essere bullizzato e di poter esercitare una deterrenza e una influenza regionale che sia confacente alla sua rilevanza politica, demografica, culturale, militare, visto che parliamo di un paese di 80 milioni di persone, con molti problemi ma tutto sommato stabile, in una regione nel caos.

E invece oggi si trova costretto a ingoiare rospi di fronte al blocco usa/Israele/Arabia saudita e a certificare che paesi grandi o popolati come un quartiere di teheran abbiano una maggiore rilevanza (e sopratutto maggiori diritti) nella regione. Per tornare al principio, un iran ricco, prospero, polo regionale, in grado di affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio (come sappiamo e’ sempre attuale il rischio di Dutch disease per certi paesi..) e di fare affari per arricchirsi, fa moderatamente paura. Per questo si tenta di ostacolarlo. Poi, e solo poi, possiamo parlare anche d’altro, per esempio di come la realtà descritta qui sopra, in Iran, finisca per legittimare e rafforzare i reclami, l’opposizione, gli attacchi a Rouhani delle componenti oltranziste dell’arena politica, quelle che si oppongono al governo pragmatico guidato da quest’ultimo e lo accusano – con un numero crescente di ragioni – di aver firmato un accordo sul nucleare non dovuto e svantaggioso, e sopratutto di averlo fatto con controparti (gli Stati Uniti, l’Ue per ora si comporta ben, specie Mogherini) irrimediabilmente inaffidabili, con cui è impossibile scendere a patti, meno che mai dialogare tra pari, perché prima o poi ti fregano. E dovremmo, a quel punto, necessariamente ammettere che non hanno poi così torto.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s