Inghilterra: se il liberale Independent finisce in mani saudite

(AGI) – Beirut, 31 lug. – Si chiama Sultan Mohammed Abuljadayel, il quarantaduenne imprenditore saudita che ha appena acquistato il 50% della Independent Digital news and media, la compagnia che controlla il quotidiano britannico – di orientamento liberale – “The Independent”. Lo rivela in esclusiva Middle east eye.

Abuljayadel può ora vantare la quota più significativa di diritti di voto nella compagnia, assieme a Evgeny Lebedev, oligarca russo , figlio di una ex spia del Kgb, a cui era stato venduto il giornale nel 2010 dopo anni di perdite, ad una cifra simbolica di una sterlina, dopo la chiusura. Il terzo è Justin Byam-Shaw. Secondo alcune fonti riservate, attualmente il valore dell’Independent si aggira attorno ai 130 milioni di dollari, anche se non è attualmente possibile verificare l’esatto ammontare dell’investimento da parte dell’imprenditore saudita.

Sin dal 2010, anno in cui Lebedev ha rilevato il quotidiano, le cose sono iniziate ad andare meglio. La svolta tuttavia è arrivata lo scorso anno, quando si è deciso di porre fine all’edizione cartacea e la compagnia ha registrato profitti record per circa 2.2 milioni di dollari, con un incremento del 20% dei lettori dell’edizione online e un aumento dei ricavi del 75%.

Nonostante una portavoce della compagnia abbia ribadito recentemente che “l’indipendenza editoriale dell’Independent è stata preservata”, l’ingente investimento di Abuljayadel ha generato alcune polemiche tra gli attivisti per i diritti umani, tra i quali Peter Tatchell, che ha dichiarato che “il fatto che un imprenditore saudita detenga una quota significativa del giornale non è coerente con la storia di difesa e promozione dei valori liberali dell’Independent. Molte domande necessiteranno di una risposta, prima che il pubblico si convinca che non esiste contraddizione tra i valori promossi dall’Independent e quelli dell’imprenditore saudita”. L’Independent si è distinto per una posizione progressista, per battaglie sulla parità di genere, per i diritti LGBT e l’opposizione ferma alla pena di morte.
Come ricorda Seamus Dooley, segretario generale del Sindacato nazionale dei giornalisti britannici (NUJ), “il NUJ è a favore della massima trasparenza per quel che riguarda la proprietà dei giornali, e ad ora non esistono informazioni precise e affidabili su questo gruppo (di Abuljayadel, ndr). Esistono invece serie preoccupazioni sull’investitore saudita, e sulla sua relazione con il concetto di libertà di stampa”. Secondo MEE, l’operazione di acquisto sarebbe stata finalizzata circa un mese fa, e fa seguito ad una precedente missione esplorativa di un altro gruppo di investitori sauditi risalente a qualche anno fa. (AGI) LBY
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