Palestina: accordo Hamas-Dahlan per marginalizzare Abbas?

(AGI) – Beirut, 24 lug. – Un accordo sotterraneo, che potrebbe cambiare la struttura del potere e la gestione della Striscia di Gaza: questo è ciò che Mohammad Dahlan, leader palestinese di Fatah in esilio, avrebbe discusso con i suoi ex rivali di Hamas (nella fattispecie attraverso un recente incontro con Yahya Sinwar, neo eletto capo di Hamas a Gaza), volto a marginalizzare Abu Mazen.
L’accordo potrebbe portare alla fine del blocco su Gaza (apertura del valico di Rafah in Egitto) ed essere il preludio per il declino dell’attuale presidente dell’ANP, oltre che prefigurare una alleanza impensabile, in cui Hamas avrebbe il sostegno di Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Dahlan – nato vicino Gaza, nel campo profughi di Khan Younis, così come Sinwar, che conosce sin dall’infanzia – era stato costretto all’esilio per corruzione nel 2012 proprio da parte di Mahmoud Abbas, che ha in lui e in Hamas i suoi principali rivali storici.
Il patto – oltre a prevedere il ritorno dall’esilio di molti sostenitori di Dahlan – comprenderebbe anche la costruzione di una centrale elettrica dal lato egiziano del confine, per ovviare alla mancanza di elettricità nella Striscia, con il contributo di circa 100 milioni di dollari da parte degli Emirati Arabi Uniti.
Verrebbero messe in moto così dinamiche difficilmente prevedibili: gli analisti si interrogano su cosa possa significare per Hamas questo miglioramento – per interposta persona – delle relazioni con l’Egitto, alla luce dei rapporto del movimento islamista palestinese con il Qatar (l’Egitto è uno dei paesi che ha aderito all’isolamento di Doha), che recentemente ha peraltro investito circa 500 milioni di dollari per il miglioramento delle infrastrutture e ospedali nella Striscia. Alcuni pensano che questo accordo farà si che il Cairo, Abu Dhabi e Riyad chiedano ad Hamas di raffreddare le relazioni con lo stesso Qatar. Secondo alcune fonti, inoltre, i colloqui tra Dahlan e Sinwar sarebbero avvenuti all’insaputa delle altre gerarchie di Hamas.
Gli effetti collaterali interni all’orbita palestinese – e ancor più a quella islamista – non mancherebbero, come sostiene una fonte anonima palestinese intervistata da Middle east Eye: “Si tratta di una situazione molto pericolosa e senza precedenti per il movimento. E’ un chiaro tentativo di dividere Hamas al suo interno. Hamas sin dal 1992 prende le sue decisioni strategiche solo dopo lunghe consultazioni tra tutti i suoi componenti principali. Gli Emirati Arabi Uniti vorrebbero sbarazzarsi della Turchia e del Qatar a Gaza. La divisione di Hamas sarebbe un duro colpo per l’asse Doha-Ankara.
Gli obiettivi principali dell’accordo – fine del blocco al confine, miglioramento dell’economia di Gaza – rischia anche di erodere le aspirazioni palestinesi per uno Stato sovrano, ponendo le basi per un de facto “mini Stato” a Gaza, secondo Al Jazeera, una situazione negata con forza dallo stesso Dahlan. “Siamo patrioti, non separatisti”, ha detto quest’ultimo alla Afp, “e io attualmente non ho aspirazioni a diventare presidente Anche perché il 70% del territorio è nelle mani di Israele, che non ha intenzione di concederci uno Stato”.
Secondo fonti interne all’Anp, l’accordo è di difficile realizzazione. Secondo Azzam Al Ahmed, consulente di Abbas, ciò è vero sopratutto perché attualmente l’Anp finanzia Gaza con circa 1.2 miliardi di dollari l’anno, una somma che secondo lui non sarebbe possibile reperire altrove. (AGI) LBY
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s