Anniversari: margine protettivo su Gaza

Tre anni e un giorno fa, iniziava una carneficina a Gaza, prendeva il via una brutale campagna di bombardamenti aerei su una grande gabbia a cielo aperto. Alla fine di “margine protettivo” – il nome dell’operazione delle Israeli Defence Forces – i civili morti saranno più di mille (una cinquantina dopo 12 ore), gli ospedali bombardati decine (compreso uno delle Nazioni Unite), i bambini uccisi varie centinaia, così come quelli resi orfani. Proprio alla fine del 2014, in un mondo totalmente rovesciato, alcuni ebbero l’ardire di chiedere il “Nobel per la pace” per l’Esercito Israeliano.

A volte sento fare stupidi e grotteschi paragoni al ribasso tra la narrazione di conflitti attuali (in Siria, in Iraq, in Yemen) e quello che in Palestina va avanti da quasi un secolo, e che peraltro non è un conflitto, bensì un duraturo esercizio di dominio neo coloniale, sostenuto da una macchina repressiva brutale e chirurgica, da una immane impalcatura di propaganda e demagogia che tocca permanentemente e contemporaneamente i tasti dello scontro di civiltà, dell’islamofobia e dell’orientalismo.

Non esiste un conflitto tanto sottaciuto nonostante venga in parte raccontato, non esiste un conflitto tanto vittima di doppi standard, non esiste un conflitto del quale si ha timore di parlare apertamente come questo, o del quale ci si permette di dire cose che in altri contesti sarebbero irricevibili.

Da un sondaggio condotto qualche anno fa da una organizzazione americana, si venne a sapere che a Gaza, oggi, non esiste singola persona senza un parente vicino o lontano morto ammazzato, e che si ritrovi quindi in mano null’altro se non il desiderio di vendetta.

Morto ammazzato nella totale impunità, sacrificato sull’altare del diritto di un paese grande come una media regione italiana e armato più della Cina a difendersi da movimenti di guerriglia germinati da un popolo senza Stato, senza possibilità di sbagliare, senza dignità, senza via d’uscita che non sia la resa incondizionata e la sottomissione.

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