Medioriente: Israele e Arabia Saudita discutono legami economici?

(AGI) – Beirut, 19 giu. – Il nemico del mio nemico è mio amico. E’ forse questo il mantra che da qualche tempo hanno fatto proprio a Riad come a Tel aviv. Un nemico comune, prioritario: l’Iran, senza il quale probabilmente i rapporti sarebbero diversi. Ma la convergenza strategica, sancita dalla comune alleanza con gli Stati Uniti, sembra potersi concretizzare anche dal punto di vista economico e commerciale.
Il Times, citando alcune fonti arabe e americane, sostiene infatti che Arabia Saudita e Israele sono in fase di negoziazione per stabilire legami economici più concreti, nel nome della comune inimicizia verso l’Iran. La prima mossa in questa direzione sarebbe il via libera che Riad potrebbe dare alla compagnia aerea di bandiera israeliana, la El Al, a volare nello spazio aereo saudita, seguita poi dal permesso ad operare nel Paese del Golfo per le aziende israeliane.

Non è così semplice, tuttavia, e lo testimoniano altre fonti saudite citate dal giornale britannico, le quali precisano che il miglioramento delle relazioni, al momento, rispecchia sopratutto i programmi di Trump, che vorrebbe saldare il campo della “Nato araba” a quello di Israele, per tenere lontana ogni ostilità interna al sistema di alleanze americano.
Secondo il Times, la questione divide già in seno all’amministrazione americana: da una parte l’approccio più tradizionale di Jason Greenblatt, inviato per i negoziati internazionali del governo Trump; dall’altra quello del genero dell’ex tycoon, Jared Kushner, intimo del vice principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, con il quale da tempo discuterebbe il possibile miglioramento delle relazioni israelo-saudite e i processo di pace israelo-palestinese.
Nel report del Times si specula anche sul ruolo che la prospettiva di un miglioramento delle relazioni tra i due paesi potrebbe aver avuto nella crisi del Golfo, con la decisione di alcuni Paesi, tra cui l’Arabia Saudita, di tagliare le relazioni diplomatiche con il Qatar: un elemento chiave di questo vulnus intra-Golfo è infatti il noto sostegno del Qatar alla Fratellanza musulmana, percepita dalle petromonarchie come un pericoloso competitor, in grado potenzialmente di mettere in discussione il potere costituito. Dalla Fratellanza deriva anche il movimento di Hamas, nemico giurato di Israele.
A inizio giugno, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman aveva dichiarato che la rottura diplomatica tra Qatar e gli altri paesi arabi avrebbe “aperto opportunità di cooperazione”, precisando però che l’argomento israelo-palestinese sarebbe rimasto ben distinto dalla ricomposizione dei rapporti con l’Arabia saudita e le altre monarchie ereditarie.
Già lo scorso maggio in un articolo del WSJ si leggeva che i Paesi del golfo avrebbero proposto a Israele la normalizzazione ufficiale dei rapporti, chiedendo in cambio a Netanyahu dei gesti concilianti verso i palestinesi, come lo stop degli insediamenti illegali a West Bank e un allentamento delle restrizioni commerciali su Gaza. (AGI) LBY
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s