Jihadismo e salafismo: problemi distinti, che i destrorsi sovrappongono a loro rischio e pericolo

L’ennesimo attacco terroristico in Europa ha stimolato come al solito un florilegio di interventi e considerazioni, perlopiù tranchant, da parte di chi ha visto troppi film americani, da parte di quelli che “siamo in guerra (con chi?), bisogna passare alle cattive”.

Credo sia arrivato il momento di chiarire dei punti, cercando di avviare un dibattito reale, che si presenta come tutt’altro che semplice e privo di risvolti anche “filosofici”, che riguardano gli ultra-citati “valori occidentali”.

Anzitutto: so che può apparire sconveniente in epoca di isterie, ma è necessario chiarire una volta per tutte che “salafiti” – qualunque accezione si voglia dare a questo termine abusato – non è sinonimo di jihadisti, come a totalità dei media sostiene. I primi pongono un problema di valori, di promozione dal basso dell’oscurantismo religioso; i secondi un problema enorme di sicurezza.

Se vogliamo per un attimo semplificare il quadro e considerare i salafiti – che molto sommariamente potremmo descrivere come quei musulmani che ispirano i loro comportamenti e la loro visione della società ad un’idea a-storica di aderenza totale e letteralista al modus vivendi degli albori della comunità islamica nata nel 622 d.c – come portatori di valori contrari alla democrazia (come è in larghe parti vero), possiamo anche farlo. Ma questo assunto pone appunto un problema politico, non di sicurezza. Ci sono molti contesti del mondo in cui i salafiti hanno attivamente contrastato i jihadisti, per il fatto di non tollerare la violenza armata (in parte si può arrivare il parallelo tra comunisti e gruppi armati comunisti, o fascisti magari): e nessuno vuole difendere i salafiti, solo chiarire che esiste una complessità, e che esistono problemi separati che non possono avere la stessa soluzione, che non sono sovrapponibili.

Per parafrasare un mantra sciagurato e storicamente falso nella sua versione originale, potremmo dire che “non tutti i salafiti sono terroristi, ma tutti i terroristi (islamici o auto proclamatisi tali) sono salafiti”. Nessuno nega che il salafismo in occidente sia un problema: il punto però è capire che tipo di problema, in modo da riflettere sugli strumenti per contrastarlo.

Ora, vorrei per un attimo mettermi nei panni dei destrorsi, che anziché contribuire a indagare le molteplici cause di quella che Roy chiama “islamizzazione del radicalismo” (che pone una mòlteplicita di questioni politiche, sociologiche, psicologiche, e in ultimo religiose), si concentrano sul problema di un supposto e organico “Islam radicale”, sovente senza sapere di cosa parlino esattamente.

Ok, cari destrorsi e sostenitori dello scontro di civiltà, sovrapponete pure chiunque porti la barba, facendosi poi promotore di una visione rozza e letteralista dell’islam – d’Altronde è noto che islamofobi e wahhabiti si trovino in sintonia sulla questione principale: “il vero Islam è quello dell’isis” – e coloro che conducono attentati dichiarando di perseguire lo stesso tipo di società, i cui valori sono “incompatibili con quelli dell’Occidente”.

Benissimo. Poi però viene il bello, il momento di trovare eventualmente un quadro normativo (che deve essere basato su principi che abbiano validità universale) al proposito di “eliminare” chiunque non si conformi a questi valori.

Anzitutto, chiariamo questi valori: quali sono? Sono proprio quelli lì, la dichiarazione dei diritti umani, la democrazia, l’uguaglianza la non discriminazione la libertà personale ecc?

Chiariamoli, tracciamo una bella linea netta e poi rispondetemi: sicuri che i gruppi neo fascisti che proliferano e talvolta sono in Parlamento si conformino a questi valori? Sicuri che gli Adinolfy e compagnia facciano lo stesso? Sicuri che gli Alba Dorata recepiscano i suddetti valori? Sicuri, infine, che voi stessi destrorsi più o meno moderati – o autoproclamati tali – possiate a pieno diritto rivendicare la piena appartenenza a questa società di Valori?

Perché una cosa deve essere chiara. Per ora potete continuare a fare propaganda sugli immigrati “portatori di valori incompatibili”, sicuri che qualche pecora agguerrita vi dia retta in ogni caso. Però un musulmano non è espressione di una etnia, bensì di una appartenenza e una fede religiosa (tutt’altro che monolitica vista la totale assenza di un Papato e anche di un clero nell’islam sunnita): cosa vi inventerete nel caso in cui il salafismo dovesse diffondersi per esempio tra i convertiti italiani? Tratterete il salafismo come una ideologia politica (come in parte è) che nega i valori occidentali®? Produrrete fogli di via per chiunque a prescindere dalla nazionalità neghi o sembri negare questi valori? Perché prima o poi, dopo i fiumi di anatemi, dovrete proporre qualcosa di sensato.

Lo dico per voi eh, fate molta molta attenzione: così, con i salafiti o supposti tali rischiate di estinguervi anche voi stessi, assieme ai nostalgici di Mussolini a cui strizzate l’occhio, e di cui fomentate la cultura dell’odio totalmente speculare a quella jihadista.

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