Afghanistan: l’ombra dei Talebani sulle scuole afghane

(AGI) – Beirut, 10 mag. – Per molto tempo, il ruolo dei Talebani nel sistema scolastico dell’Afghanistan si era limitato al deciso rifiuto delle scuole “laiche” all’istituzione e alla gestione in autonomia di una rete di madrase (scuole coraniche), che in molte aree isolate del Paese hanno finito per costituire l’unica possibilità educativa per i bambini afghani.
Dall’est del Paese arriva però una notizia che alla luce di queste informazioni ha del paradossale: molti insegnanti delle scuole governative – quindi laiche – denunciano pressioni da parte dei Talebani, volte a scoraggiare l’attribuzione di brutti voti a studenti mediocri. No, le pressioni non arrivano dai genitori dei ragazzi, ma proprio dai militanti attivi nel paese sin dall’invasione sovietica dell’Afghanistan.
Secondo fonti locali, i Talebani intimidiscono spesso gli insegnanti, obbligandoli a far passare gli esami a studenti che a scuola non vanno mai, oltre a tollerare la loro sistematica assenza, dovuta alla partecipazione dei ragazzi ai combattimenti nell’area circostante.
Ma non tutti gli insegnanti hanno bisogno di essere minacciati. Molti di essi, infatti, sembrerebbero essere in prima persona membri attivi dei Talebani, persone che alla fine delle loro lezioni imbracciano il kalashnikov. Il paradosso è che questi insegnanti prendono lo stipendio dal governo, le cui Forze armate nel frattempo combattono gli stessi Talebani.
“I Talebani stanno interferendo nel sistema educativo”, spiega un educatore nella provincia di Kunar. Nelle aree in cui i Talebani sono molto forti, questi ultimi si recano nelle scuole obbligando il preside ad assumere alcuni loro membri come insegnanti. Talvolta, questi insegnanti-militanti modificano i corsi che devono tenere, eliminando dai libri contenuti ritenuti blasfemi dai Talebani e aggiungendo materie extra curriculari, come l’esaltazione del Jihad armato.
L’infiltrazione talebana nel sistema scolastico afghano pone un dilemma alle autorità: chiudere le scuole infiltrate, oppure concedere ai bambini quella che spesso appare l’unica opportunità educativa. Perché è chiaro che accettare la presenza talebana nelle scuole ha delle conseguenze politiche, nella misura in cui di fatto assegna ai Talebani – in modo indiretto – la fornitura di servizi finanziati dal governo di Kabul.
Secondo Timor Sharan, analista dell’International Crisi Group, “i Talebani si sono riciclati come uno Stato-ombra”, nominando anche delle figure simili ai ministri-ombra. “Per questo hanno bisogno di fornire un determinato numero di servizi nelle aree che controllano. La loro influenza sulla vita quotidiana è cresciuta ultimamente, e la gente ha paura”.
Tuttavia, il parziale supporto popolare di cui godono i Talebani deriva sopratutto dal loro ruolo di mediatori. Nelle aree rurali, istituiscono dei “tribunali mobili”, nei quali risolvono le controversie secondo una stretta interpretazione della Shari’a. ll loro sistema giudiziario parallelo in queste aree si fa spesso preferire a quello statale, poiché è percepito come meno corrotto.
Per il Pentagono, i Talebani controllano oggi  otto distretti su quattrocento in Afghanistan, ed esercitano influenza su altri 25. Secondo gli analisti, questi numeri sottovalutano la presenza talebana. (AGI) LBY
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