Siria: cosa sono le de-escalation zones stabilite ad Astana

(AGI) – Beirut, 8 mag. – Dopo una serie di accordi falliti rapidamente, sabato è entrato in vigore il piano per la creazione di alcune “de -escalation zones” in Siria, risultato di un patto stretto ad Adana tra Putin e Erdogan. Si tratta dell’attuazione del primo meccanismo volto a far rispettare il cessate il fuoco, che dovrà essere monitorata da iraniani, turchi e russi.
Ci sono tuttavia delle criticità in questo accordo. Anzitutto, il fatto che non sia stato firmato da alcuna controparte siriana, anche se il ministro degli Esteri Walid al Muallem ha espresso oggi il sostegno per lo stesso: ciò fa pensare che Mosca e Teheran si siano fatti totalmente garanti di Bashar al Assad, specularmente a quanto la Turchia farà con i ribelli, che peraltro hanno già criticato quello che ritengono un accordo illegittimo, poiché a loro avviso dovrebbe includere tutta la Siria. Stati Uniti e Nazioni Unite, lasciate fuori da Adana, hanno espresso il loro sostegno per l’iniziativa turco-russa. E’ comunque opportuno chiarire alcuni punti dell’accordo.
Quali sono i termini del cessate il fuoco?
L’accordo chiede alle parti in conflitto di interrompere l’uso di tutti i tipi di armi all’interno delle aree di de-escalation designate, incluse le forze aeree, sia quelle siriane o russe che quelle americane. Tuttavia, le aree controllate dall’Isis e quelle controllate dalle Ypg curde non sono incluse, il ché permette alla coalizione di continuare la sua offensiva per riprendere in particolare Raqqa.
Il cessate il fuoco mira a permettere l’afflusso di aiuti umanitari nelle aree assediate, dove risiedono più di 4 milioni di persone, così come il ritorno dei rifugiati e la ricostruzione delle infrastrutture distrutte.
Quali sono le safe zones?
Mosca sostiene che le mappe che delineeranno le safe zones saranno pronte per il prossimo 4 giugno. Non è quindi chiaro chi e in che modo si occuperà di monitorare il cessate il fuoco durante questo mese. Nel patto, le zone interessate vengono vagamente individuate nella provincia settentrionale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli, alcune parti di Aleppo, di Hama e di Latakia. Un’altra area interessata sarebbe quella del nord della provincia di Homs, così come quella della Ghouta orientale, un sobborgo di Damasco sotto il controllo dei ribelli. L’ultima area interessata sarebbe quella del confine con la Giordania, nei dintorni di Dara’a.
Come funziona il monitoraggio?
Come è noto, i precedenti accordi di cessate il fuoco sono falliti, sopratutto a causa della mancanza di meccanismi di monitoraggio. Secondo questo accordo, invece, le truppe turche, iraniane e russe supervisioneranno la permeabilità delle aree immediatamente adiacenti alle zone di de-escalation designate, attraverso checkpoint e punti di osservazione, cercando anche di favorire la mobilità dei civili. L’entità dell’impiego di queste truppe non è chiaro, così come i loro precisi compiti, visto che manca un mandato Onu. La domanda “quale area monitorerà X e quale Y?” rimane al momento senza risposta, anche ponendo in secondo piano il fatto che i tre garanti sono comunque parti in conflitto, e non forze neutrali.
Infine, particolarmente problematico – anche perché contribuisce a dar forma alla contrarietà dei ribelli rispetto all’accordo – è il ruolo iraniano. Il patto di Adana in qualche modo formalizza la presenza iraniana (non con truppe regolari finora, ma sopratutto con consiglieri militari in sostegno alle milizie, al regime e agli Hezbollah) in Siria, presenza ritenuta intollerabile dalla gran parte del fronte ribelle, che non accetta che Teheran abbia un ruolo nel cessate il fuoco, accusandola di alimentare il settarismo del conflitto e di aver orchestrato alcuni stravolgimenti demografici in atto – con scambi di popolazioni sunnite e sciite – in alcune città siriane. (AGI) Lby
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s