Libia: il punto sulle tribù

(AGI) – Beirut, 5 mag. – La recente, quanto fragile, stretta di mano tra il generale Khalifa Haftar – in controllo dell’est del Paese – e Fayez Serraj, premier del GNA sostenuto dalle Nazioni Unite – potrebbe essere un primo timido passo verso la pacificazione del Paese, con la promessa del disarmo delle milizie ed elezioni a marzo 2018.
Tenere “insieme” la Libia, tuttavia, non è semplice: in nessun paese del mondo, probabilmente, l’affiliazione tribale è così importante, così in grado di influenzare i rapporti socio politici interni e la gestione del potere. L’appartenenza tribale era decisiva durante l’era di Gheddafi – che consolidò la sua posizione stringendo alleanze con determinati capi tribali, come i Warfalla e i Magarha – e lo è stata in questi anni di frammentazione e guerra interna, che ha spinto tanti libici a dividersi nuovamente su linee claniche, in assenza di reali strutture di governo centrale.
In Libia non si vince la guerra senza l’appoggio di tutta una serie di tribù, e non si governa senza che vi siano accordi di convivenza e pacificazione con e tra i gruppi tribali. Un mese fa, la notizia che alcune importanti tribù erano passate dalla parte di Khalifa Haftar aveva spinto gran parte degli osservatori a porre il generale in una nuova posizione di potere.
Il regime di Gheddafi, dal canto suo, ha a lungo dominato il Paese grazie ad un accordo con la tribù più ampia (i Warfalla), con i Magarha (sposandone un membro) e la sua stessa tribù, quella dei Qadhadhfa, assegnando posizioni di potere nella burocrazia e nell’Esercito quasi esclusivamente a esponenti di questi gruppi. Si tratta di tribù stanziate sopratutto a ovest, e ciò spiega in parte perché le tribù dell’est siano state le prime a rivoltarsi nel 2011.
Secondo Stratfor, le tribù libiche sono circa 140, di cui però solo una trentina significative dal punto di vista numerico, politico e dell’organizzazione militare. Le tribù si dividono a loro volta in clan e in famiglie. Le più importanti sono:
I Warfalla
Considerata la più numerosa della Libia – un milione di persone su una popolazione complessiva di sei – la tribù dei Warfalla è stata una delle prime a rivoltarsi contro Gheddafi nel 2011, dopo averlo a lungo appoggiato. Originari di Misurata, sono disseminati sopratutto nell’est del Paese, dove infatti sono tra i gruppi tribali che hanno stretto recentemente una alleanza con Haftar, in controllo della parte orientale della Libia. Nel 1993 i Warfalla – con il sostegno di un’altra tribù, i Magarha – provarono a realizzare un colpo di stato contro Gheddafi, chiedendo maggiore rappresentanza nel governo. Il golpe fallì, molti suoi membri furono uccisi, imprigionati o esiliati, ma i Warfalla sono rimasti importanti sopratutto perché  ha potuto contare su una forte presenza all’interno dell’Esercito libico. Sono divisi in sei sotto clan, che talvolta hanno avuto dei dissidi tra loro.
I Magarha
La seconda tribù più numerosa del Paese, originaria del sud ma nel tempo spostatasi sulla costa, visto il suo crescente ruolo politico già durante l’era Gheddafi. Fino agli anni ’90 il loro leader Abdel Salam Jalloud era considerato il secondo uomo più importante del Paese dopo Gheddafi ma i rapporti tra l’uno e l’altro si incrinano nel 1990 e, come detto Jalloud e la tribù dei Magarha si uniscono al tentativo di colpo di Stato portato avanti dai Warfalla. Una volta fallito il golpe, i Magarha più dei Warfalla sono stati in grado di mantenere rapporti più o meno normali con Gheddafi.
I Qadhadhfa
Sono la tribù da cui proveniva Gheddafi, una delle più esigue del Paese e fino a Gheddafi, storicamente non molto potente. La loro roccaforte è la città natale di Gheddafi, Sirte, negli anni scorsi presa di mira dall’Isis. Durante l’era Gheddafi la tribù si è arricchita molto, tuttavia molti suoi membri nel 2011 si sono uniti alle rivolte.
I Zuwayyah
Storicamente una tribù che abita aree rurali nell’est del Paese, in Cirenaica, il suo ruolo è cresciuto nel 2011, vista la loro collocazione all’interno delle regioni petrolifere libiche che gli permettevano di usare il petrolio come leva politica. Tra i più strenui oppositori di Gheddafi durante il 2011, sono considerati un gruppo tribale non molto numeroso ma ben armato. Nell’est ci sono anche i Ferjan, la tribù di provenienza del Generale Khalifa Haftar.
Altri gruppi tribali storicamente importanti sono gli Zintan, al Rijban e Awlad Busayf in Tripolitania; gli Awagir, al Barasa (tribù di provenienza della seconda moglie di Gheddafi), Drasa, Obeid e Fwakhir (recentemente passati dalla parte di Haftar e contro il governo Serraj), al Abaydat in Cirenaica; gli Hassawna e gli Hutman nel Fezzan.
La Libia si divide anche su linee puramente etniche: alla maggioranza araba, si aggiungono i berberi, i tuareg (berberi nomadi) e i Tobou (dalla pelle scura), tutti a diversi livelli discriminati durante l’era Gheddafi.
Infine i Tawargha, un gruppo etnico di circa 30000 persone, morfologicamente simili ai Tobou ma storicamente alleati di Gheddafi, tanto che durante la guerra civile la città di Tawargha è stata quasi completamente distrutta, e i Tawargha stessi – costretti ad abbandonare la città omonima – vittime di crimini di guerra e di pulizia etnica, sopratutto da parte delle milizie di Misurata. (AGI) Lorenzo Forlani (LBY)
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