Algeria: elezioni parlamentari, tra disincanto e un occhio alla Francia

(AGI) – Beirut, 4 mag. – Oggi i circa 23 milioni di algerini aventi diritto al voto si recano alle urne per eleggere i 462 parlamentari dell’Assemblea Nazionale. Si tratta della prima tornata elettorale da quando è stata emendata la Costituzione nel 2016, la quarta durante i 18 anni di presidenza Abdelaziz Bouteflika.
Gli osservatori si aspettano una bassa affluenza, visto il periodo di crescente disincanto dell’elettorato verso la classe politica, percepita come corrotta, a partire dal partito di governo (che esprime il presidente Bouteflika), il Fronte di Liberazione Nazionale (Jabhat al Tahrir al Watani, FLN).
Nel 2012 l’affluenza secondo le autorità fu del 48%, ma alcuni report indipendenti parlarono del 25%, cifra che potrebbe abbassarsi ulteriormente durante questa tornata. Due partiti – Jil Jadid e Talaie al Hurriyat – hanno invocato ill boicottaggio delle elezioni.
Una buona parte della popolazione vede queste votazioni come fumo negli occhi, strumento per nascondere la degenerazione della classe politica, anche perché il Parlamento rimane molto debole in termini di poteri legislativi. Per stimolare l’elettorato ad esercitare la facoltà di voto, la legge elettorale algerina obbliga i partiti in corsa a comporre le liste con almeno il 15% di donne.
Tuttavia, come fa notare France24, molti algerini sembrano più interessati alle elezioni francesi che a quelle nel loro paese, e generalmente sono preoccupati per la possibilità di una vittoria della Le Pen, che si rifletterebbe probabilmente sui loro parenti che vivono oltremare.
“Non c’è un singolo algerino che non abbia un parente in Francia”, spiega Adlene Meddi, giornalista del quotidiano algerino indipendente El Watan. “Una vittoria della Le Pen sarebbe catastrofica per molti, visto che ha promesso di togliere la doppia cittadinanza. La gente qui pensa che la Francia stia diventando un Paese che rigetta culture e persone straniere”.
– Cosa c’è in ballo in queste elezioni
Il refrain delle varie forze politiche in questa campagna elettorale è stato “stabilità”. Un stabilità a rischio per varie ragioni: anzitutto la salute deteriorata del presidente Bouteflika, in un sistema politico sostanzialmente presidenziale, preoccupa; poi, la precarietà delle condizioni di sicurezza al confine e l’esposizione a minacce regionali, come i jihadisti provenienti da Libia e Niger e la tensione con il Marocco sulla questione dello Western Sahara.
L’Algeria vive una congiuntura economica che nonostante queste criticità regionali potrebbe costringerla a tagliare le spese militari come misura di austerity. Le difficoltà economiche sono state causate sopratutto dal crollo del prezzo del petrolio, con molti progetti infrastrutturali del governo sospesi a causa della necessità di attendere l’importazione di alcuni materiali. In un Paese di 40 milioni di persone, più di metà della popolazione è sotto i trenta anni, e un giovane su tre è disoccupato.
– Come è strutturata l’Assemblea Nazionale?
I 462 parlamentari algerini vengono eletti a suffragio universale e diretto per un mandato id cinque anni. I seggi vengono attribuiti in misura proporzionale al numero di voti ottenuti dalle liste partitiche. Otto seggi sono riservati alla comunità di algerini nei quattro distretti all’estero. I candidati sono circa 11300, provenienti da una cinquantina di partiti politici, più qualche candidato indipendente.
Nonostante quello algerino sia un sistema che attribuisce molti poteri al Presidente, sin dal 1999 il ruolo dell’Assemblea si è esteso gradualmente, finché un emendamento alla Costituzione introdotto lo scorso anno ha stabilito che il Parlamento stesso verrà per la prima volta consultato prima della nomina di un primo ministro da parte del Presidente.
– Lo scenario politico: maggioranza e opposizione
Il FLN è il più longevo partito di governo algerino, fondato nel 1954, e trae la sua legittimità dal ruolo avuto durante la guerra d’indipendenza contro la Francia. Il suo presidente attuale – Djamal Ould Abbes, succeduto a Ammar Saadani – sostiene di essere un eroe di guerra, anche se l’affermazione viene discussa da alcuni veterani algerini.
In seguito alle ultime elezioni legislative del 2012, il FLN aveva formato una coalizione di governo con il Rassemblement National Democratique (RND), guidati dall’ex primo ministro Ahmed Ouyahia, con la quale controlla una ampia maggioranza. A meno di sorprese, questo scenario dovrebbe esser confermato anche in questa tornata.
Molto frammentate e divise le opposizioni, che oggi sono composte da un mix di partiti riformisti, islamisti e formazioni di sinistra. Lo scenario potrebbe cambiare, dato che una recente disposizione permette ai partiti di formare alleanze elettorali, il ché potrebbe rafforzare le formazioni islamiste all’interno del parlamento. Molto più deboli le formazioni d’opposizione laiche e di sinistra. (AGI) Lorenzo Forlani (LBY)
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