Medioriente: gli interventi statunitensi in medioriente dal dopoguerra ad oggi

(AGI) – Beirut, 7 apr. – Quello di stanotte è l’ultimo in ordine di tempo di una serie di interventi militari diretti statunitensi in medioriente dal dopoguerra ai giorni nostri, e che si aggiungono ad altre operazioni di sostegno indiretto o diretto delle parti in conflitto.
E’ possibile suddividere la storia degli interventi militari a seconda della ragione profonda che li ha prodotti: dal 1950 al 1990 la percezione della minaccia comunista; dal 2001 in poi, la guerra al terrore, con l’intermezzo della prima guerra del Golfo nei primi anni ’90, funzionale alla difesa di un alleato regionale (il Kuwait).
Il primo intervento militare risale al 1958, negli anni della presidenza Eidenhower, che cinque anni prima aveva approvato l’azione della CIA volta alla rimozione in Iran del primo ministro eletto Mohammad Mossadeq e al reinstallo dello Shah Mohammad Reza Pahlevi.
Su richiesta del presidente Camille Chamoun, gli Stati Uniti inviano truppe in Libano, occupando anche l’aeroporto. Siamo negli anni della formazione della Repubblica araba unita (Rau) tra Siria ed Egitto, che divide il Libano al suo interno: i cristiani maroniti, con il presidente Camille Chamoun in testa, vogliono rimanere nel campo occidentale, mentre gran parte della comunità musulmana, in parte rappresentata dal primo ministro rashid Karami, vuole unirsi alla Rau. Inizia una ribellione armata dei musulmani, e il contestuale rovesciamento della monarchia in Iraq spinge Chamoun a richiedere l’intervento americano. Le truppe statunitensi si ritireranno poi a ottobre 1958.
Trenta anni più tardi, dopo aver preso parte dal 1982 alla forza multinazionale durante la guerra civile in Libano, nell’aprile 1986 durante la presidenza Reagan, le forze aeree e navali statunitensi bombardano alcune installazioni militari nella Libia di Gheddafi nell’operazione conosciuta col nome di El Dorado Canyon, in risposta all’attacco libico ai danni della flotta Usa, che stava conducendo esercitazioni nel Golfo di Sidra. Nel 1980, peraltro, le forze aeree statunitensi erano giunte nel Sinai nell’ambito dell’Operazione Bright Star, volta all’addestramento delle truppe egiziane, nell’ambito degli accordi di pace di Camp David del 1979 tra Egitto e Israele.
Nel gennaio 1991, la guerra del Golfo: il presidente americano G. Bush ordina all’aviazione militare americana – poi all’interno di una coalizione Onu – di attaccare le forze irachene che si erano appena rifiutate di abbandonare il Kuwait, alleato americano. A fine febbraio, la coalizione a guida statunitense lancia un’offensiva di terra che nel giro di cinque giorni induce al ritiro delle truppe di Saddam Hussein. L’offensiva si conclude il 28 febbraio 1991, con la morte di un migliaio di civili kuwaitiani, circa 3000 civili iracheni, 25000 soldati iracheni e quasi 300 della coalizione guidata da Washington.
Ad agosto 1995 prende il via l’operazione “Deliberate Force” a guida Stati Uniti e Nato, nella quale gli aerei della coalizione bombardano l’esercito serbo bosniaco, in seguito di un attacco condotto due giorni prima da quest’ultimo contro un mercato di Sarajevo (37 morti). L’operazione aerea – in coordinamento con forze di terra croate e musulmane – dura fino al 20 settembre. Tre mesi dopo verranno firmati gli accordi di Daytona, con il conseguente dispiegamento delle forze di peacekeeping (IFOR) in Bosnia. Nel 1999 le truppe Nato bombarderanno le posizioni serbe in Kossovo, alla luce del rifiuto di Slobodan Milosevic di interrompere la repressione etnica degli albanesi.
Gli attacchi dell’undici settembre 2001, infine, inducono G.W. Bush jr a inaugurare la “War on terror”. Meno di un mese dopo gli attentati alle Torri gemelle, prende il via l’operazione “Enduring Freedom” In Afghanistan, contro al Qaeda e i Talebani. Ad essa si aggiungerà nel marzo 2003 l’Operazione Iraqi Freedom in Iraq, condotta da una coalizione che include anche Regno Unito, Australia e Polonia, e volte alla rimozione di Saddam Hussein. (AGI) Lby
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s