Yemen: il business e la piaga del qat sullo sfondo della guerra

(AGI) – Beirut, 27 mar. – Mentre la guerra in Yemen rende sempre più difficile trovare anche beni di prima necessità, aggravando una emergenza umanitaria sempre più preoccupante, c’è un mercato che sembra non conoscere crisi. Quello del qat, una pianta molto diffusa nel paese, e le cui foglie contengono un alcaloide, che causa eccitazione, euforia o allucinazioni.
Il qat è stato classificato come droga dall’Oms nel 1980. In Yemen la coltivazione e l’utilizzo del qat (masticandone le foglie) sono sempre stati molto diffusi (e legali), poiché garantiscono mediamente il triplo degli introiti di qualunque altra coltivazione nel paese e garantiscono almeno quattro raccolti l’anno. Viene spesso utilizzato anche per il pagamento della dote matrimoniale. “Prima della guerra vendevamo sia caffè che qat nella mia fattoria, ma negli ultimi due anni abbiamo smesso di piantare caffè e lo abbiamo sostituito con il qat, che ci fa guadagnare tre volte tanto”, spiega un agricoltore del villaggio di Al Ghail, vicino alla città di Taiz.
Con la crisi umanitaria, l’utilizzo da parte di uomini di ogni età sembra aumentato parallelamente alla mancanza di prospettive. “Mia madre è una donna anziana che ha bisogno di soldi per comprare medicine per il diabete. I miei bambini hanno bisogno di cibo. Poi ci sono i miei nipoti”, afferma Omar ai microfoni di Middle east eye, mentre mastica le foglie. Nel 2015 ha perso suo fratello in un bombardamento.
“Non sono mai stato dipendente dal qat”, continua, “ma l’attuale situazione nel paese mi ha costretto a farvi maggiore ricorso per aiutare la mia famiglia. Mi aiuta anche a passare qualche ora di felicità con i miei amici: quando mastico il qat, mi dimentico di tutte le sofferenze e inizio ad immaginare. Il qat annulla le sofferenze. Ma se paragono la mia vita di ora con quella prima della guerra, vorrei uccidermi”. Un terzo dello stipendio di Omar (12 dollari al giorno) se ne va per l’acquisto di questa droga.
Con il declino del commercio delle altre risorse, il mercato del qat continua a crescere e spesso la sua vendita è l’unica alternative per sopravvivere. “Nonostante oggi siano aumentati i venditori di qat, guadagno più di quanto guadagnavo prima della guerra”, spiega Hilmi al Yousufi. Quelli come lui pagano una tassa sulla quantità di qat venduto, sia nelle regioni controllate dagli Houthi che in quelle controllate dalle forze pro governative. “Pago circa 4 dollari al giorno di tassa, dipende dalla quantità di qat che riesco a vendere”.
I costi ambientali, oltre a quelli sociali, non sono indifferenti, poiché nonostante la mancanza di beni primari e acqua, le piante del qat consumano molta più acqua di qualunque altro albero da frutta. Ma la guerra non fornisce alternative a tanti agricoltori, tanto che nel maggio 2016, il divieto di vendere qat a Aden, disposto dalle autorità, è stato annullato dopo pochi giorni a seguito delle proteste della popolazione. (AGI) Lorenzo Forlani (LBY)
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s