Striscia di Gaza: a giugno aprirà la prima Accademia sportiva femminile

(AGI) – Beirut, 20 mar. – Il varo della storica iniziativa è fissato per il prossimo giugno: a Gaza nascerà così la prima Accademia sportiva professionistica femminile, aperta a donne dai 4 ai 40 anni. Il merito è di Rajab Sarraj e Hassan Skaik, già fondatori nel maggio 2015 della Champions Academy, che oggi permette a circa 350 bambini di allenarsi in vari sport. Lo scorso gennaio la Champions Academy ha inaugurato anche una nuova divisione sportiva per i bambini malati di cancro.

“Il progetto dell’Accademia femminile – spiega Sarraj, che di mestiere fa il responsabile commerciale dell’azienda di telecomunicazioni Wataniya Mobile – avrà un costo di circa 350000 dollari, e verrà realizzato in tre fasi, spalmate nei primi tre anni. In ogni fase verranno inaugurati nuovi sport. Nella prima, il cui lancio è previsto a giugno, includerà calcio, karate, corsa e ciclismo. La seconda fase il basket, la pallavolo e il nuoto. Nella terza fase, infine, sarà il turno della danza e della ginnastica. Contiamo di avviarle tutte entro la fine del 2017”.
Lo sport femminile non è una priorità del governo a Gaza, ragion per cui Sarraj e Skaik non riceveranno alcun finanziamento: il loro progetto verrà finanziato interamente attraverso alcuni prestiti. “Dovremo restituire il denaro man mano che verranno sottoscritti gli abbonamenti mensili”, continua Sarraj. “L’abbonamento al primo mese – che includerà anche il materiale sportivo e le uniformi delle atlete – costerà circa 124 dollari, mentre dal secondo mese in poi la cifra mensile da corrispondere si aggirerà attorno ai 40 dollari”.
Skaik, che fa il calciatore nella dell’Al Zeytoun di Gaza, precisa che le regole interne all’Accademia terranno conto delle tradizioni religiose e della separazione degli spazi tra uomo e donna, tipiche di società conservatrici come quella della Striscia di Gaza: “Tutti i campi e le squadre dell’Accademia saranno tenuti completamente separati per rispettare le usanze della comunità, per cui nessun uomo potrà entrare nell’Accademia né vedere donne allenarsi”.
“C”era un grande bisogno di accademie sportive femminili, e sono sicuro che questa inaugurazione farà da premessa alla costruzione di un ambiente favorevole all’attività sportiva professionistica femminile”, sostiene Taghreed Al Amour, giornalista sportivo e membro dell’Al Hilal, club di calcio professionistico. “Lo sport femminile a Gaza era arrivato a un punto morto: le donne finora a Gaza hanno sempre e solo potuto fare sport durante le ore di educazione fisica a scuola e all’università”, conclude Amour, che ritiene fondamentale, assieme all’iniziativa, la diffusione della cultura sportiva femminile nelle scuole – in una società in cui lo sport tende ancora ad essere tabù, appannaggio degli uomini – e il coinvolgimento graduale del governo nella costruzione delle infrastrutture sportive.
Un’apertura tiepida è arrivata dal ministro dello Sport e delle politiche giovanili, Amer Abu Ramadan, il quale ha affermato che il ministero “è pronto per l’istituzione di club sportivi femminili, a patto che le norme religiose e sociali siano rispettate. I campi, ad esempio, devono essere completamente chiusi, dal momento che non è possibile far allenare le donne all’aria aperta (attirando sguardi “indiscreti” in un’ottica conservatrice, ndr). Tuttavia, come accennato, Abi Ramadan raffredda gli entusiasmi aggiungendo che per il momento il governo non ha in programma nulla di tutto ciò, dovendo fare i conti con “necessità più stringenti, come la costruzione di scuole e ospedali”. (AGI) Lby
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