I programmi tv spazzatura: chi guarda è complice

È arrivato il momento di esporsi, magari contro dei “colleghi”, camminando sul filo della liceità per la deontologia professionale: chi di voi guarda programmi televisivi come Quinta colonna, Dalla vostra parte e forse anche La Gabbia, è pregato di dimenticarsi della mia esistenza virtuale e fisica. Chi tra i colleghi scrive o ha scritto per giornali diretti (o moralmente patrocinati) da Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro, Alessandro Sallusti e compagnia indegna (non pensavo che avrei mai sottoscritto il loro refrain:”siamo in guerra!”: si, io sono in guerra con voi, oltre che con quegli animali, vostri speculari, di Daesh), è pregato di rivolgermi parola solo per questioni di vita o di morte, tenendo conto che potrei comunque ignorarlo.

La misura è colma, la libertà d’espressione quotidianamente stuprata, la dignità umana percepita come irrilevante: qui siamo ormai al livello di Nobel per la malafede, di Oscar per la disinformazione. E non cambia nulla da anni: questa robaccia prolifera e da’ profumatamente da mangiare ai suoi latori, a questi direttoruncoli sempre in vista, gente che viene regolarmente invitata nei salotti TV nonostante dovrebbe aver smesso di fare questo lavoro da almeno un decennio, gente che si definisce “giornalista” realizzando servizi sul nulla girato in una moschea con la musica di Dario Argento in sottofondo, gente senza alcuno scrupolo morale, che la sera si lava i denti al bagno e quindi si guarda in faccia, addormentandosi poi serenamente.

Gente che arriva tranquilla a fine mese – mentre la’ fuori orde di bravissimi giornalisti precari elemosinano stage, o vengono pagati al pezzo, più o meno come un calzolaio – spacciando con commovente disinvoltura dosi di veleno, di odio, di abisso morale, senza fare mai e poi mai il proprio lavoro, quello che ha i suoi fondamenti teorici nel materiale che dovrebbero aver studiato per fare l’esame di Stato da giornalisti professionisti. Gente che in un delicato momento storico come questo si pone allo stesso identico livello – spesso con meno coerenza e più pavidità – di qualche cyber imam wahhabita sociopatico.

Credo si sia ormai aperto un cratere di sensibilità umana non ricomponibile tra me e voi: non mi interessa più alcun confronto, non mi confronto con la puntuale quanto impunita flagranza di reato; l’unica risorsa che mi rimane è quella di provare a dimenticarmi che roba del genere esista, che vada sui canali in chiaro, spesso in prima serata, in un Paese che si definisce civile, nel mondo connesso, nel 2017.

Ps il premio della giuria va al Corriere della Sera (Corriere.it), che dopo decine di puntate di “Dalla vostra parte” (già il titolo è una offesa all’ intelligenza umana) in cui si incita all’odio, si mistifica tutto il mistificabile, si solleticano tutti i peggiori istinti di cui un essere umano può essere vittima nelle peggiori condizioni cognitive, sociali ed economiche, oggi decide di pubblicare un pezzo – riprendendo Striscia la notizia – in cui “denuncia” con eroica indignazione un fuori onda del programma di Del Debbio nel quale ci si propone di “scuoiare il ministro”. Come se fosse questo, il picco del becerume, e non i reiterati, ormai archetipali servizi razzisti, l’immanente logica d’accatto, la produzione scientifica di guerre tra poveri, il gusto per la miseria umana, la menzogna elevata a genere giornalistico.

Sono tempi davvero infausti, signora mia

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