La subdola retorica dei cristiani perseguitati in Medioriente

Che fastidio la retorica dei Cristiani perseguitati in medioriente, ancor più quando vuole accaparrare voti o lettori: un distillato dialettico dello scontro di civiltà che alcuni “intellettuali” inetti hanno alimentato per anni.

Da’ fastidio non perché i cristiani non siano effettivamente perseguitati (ma lo sono anche i sunniti non wahhabiti e i musulmani sciiti: la prima domanda che un membro dell’isis fa a chiunque incontri, prima di decidere cosa farne, è “sei sciita?”), ci mancherebbe, bensì perché a perpetuare questa retorica di compassione selettiva sono i soliti noti, i soliti ipocriti che parlano di “Dio” e “Allah” come fossero due cose diverse, ignorando peraltro i secolari rapporti di convivenza pacifica Inter confessionale in medioriente: gente che con i cristiani nel mondo arabo – che essendo perlopiù arabi e arabofoni chiamano Dio proprio “Allah”, che ne è la banale traduzione – non condividerebbe nemmeno un caffè, se ci avesse a che fare.

Gente che, inconsciamente o meno, quando sente dire “attacco contro i cristiani” si immagina che “cristiani” sia sinonimo di “occidentali”, di “gente con i nostri valori (?)”, opposta ai musulmani cattivi che hanno invece i loro valori e “il loro Dio”; ignorando cose banali come il fatto che i primi a soccorrere ad esempio i copti in Egitto, a donare loro il sangue, a pregare (per chi crede) per loro, sono gli stessi musulmani egiziani. Sempre, regolarmente. Lo scontro di civiltà è nel vostro cervelletto, che continua a pensare le comunità cristiane come isolate, eternamente scomunicate, sotto “attacco dell’Islam”, e non di un manipolo variopinto (anche di occidentali) di teste di cazzo varie, che all’islam pretendono di richiamarsi, senza aver probabilmente mai letto il Corano nel quale si nomina Gesù più volte: come un Profeta, non come un nemico.

Quando ciarlate di laicità, di incompatibilità varie, di incapacità dell’Islam di separare chiesa (che non esiste) e Stato, di accettare la modernità (sic), di (in)tolleranza, di civiltà diverse, opposte, ricordatevi molto ma molto bene che i valori che voi avete qui – dichiarandovi cristiani ma bestemmiando, rubando, non andando mai in Chiesa, tradendo i vostri coniugi, ingannando il prossimo, dicendo bugie ogni 20 minuti, vivendo generalmente nell’ipocrisia e nella menzogna – sono anni luce più lontani da quelli di un arabo cristiano di quanto non lo siano quelli di quest’ultimo dai valori di un arabo musulmano. Poi traete le vostre conclusioni e accendete i ceri che preferite. Quanta pochezza, gente.

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